
Wi-fi a rischio
Circa 1.000 Hot Spot attivi nella penisola, 16 mila utenti unici, oltre 400 accessi al giorno nel primo trimestre 2004 e più una ventina di provider dell'Internet wireless. E' il ritratto del recente successo del Wì-Fi in Italia, come l'ha tracciato l'Osservatorio Permanente sul wireless creato dalla School of Management del Politecnico di Milano. Ma all'Internet senza fili pubblico, diffuso negli hotel e centri congressi (per il 50 per cento), nei centri commerciali (20 per cento) e nei bar-ristoranti (12 per cento), si aggiunge la rapida espansione di quello privato, nelle case e soprattutto nelle aziende.
Le Wlan sono infatti semplici e rapide da installare, molto meno costose delle reti fisse, e possono collegare tra loro diversi edifici vicini di una stessa azienda, o di centri educativi (scuole, università).
La diffusione geografica del Wi-Fi nella penisola però è ancora molto disomogenea: in testa nettamente la Lombardia, che conta 195 Hot Spot, quasi il doppio del Lazio e quattro volte tanto della Campania.
Milano è anche la città europea con le reti Wi-Fi tecnologicamente più avanzate: la maggioranza infatti rispondono alla norma 802.11g., quella di ultima generazione. Ma paradossalmente le Wireless Lan milanesi risultano anche le meno sicure d'Europa, quelle più facilmente infiltrabili dagli hackers o da utenti non autorizzati.
A rivelarlo è una ricerca condotta da Rsa Security, società leader nella sicurezza dell'e.business, in quattro capitali a confronto: Londra, Parigi, Francoforte e Milano. Risultato: su 148 access point individuati nel centro di Milano, oltre il 72 per cento (pari a 106 reti) non sono configurati per utilizzare lo standard di criptografia Wep (significa che i dati viaggiano in chiaro), un altro 70 per cento non prevede procedure di identificazione per l'accesso in rete, mentre solo il 2 per cento delle Wireless Lan utilizzano il Vpn (Virtual private network) per proteggere il traffico e salvaguardare la privacy. In generale, un buon terzo degli access-point milanesi mancano ancora dei livelli minimi di protezione. "E' una situazione davvero preoccupante" osserva Massimo Vulpiani, senior consultant di Rsa Security Italia. "La ricerca che abbiamo commissionato ha dimostrato che in effetti solo il 28 per cento delle reti wireless a Milano possono essere considerate sicure. Mentre a Francoforte, su 160 reti Wi-Fi, quelle sicure sono il 59 per cento. E a Londra, in particolare nell'area della City, quelle sicure sono il 66 per cento". Bisogna notare che la maggioranza delle reti wireless nel centro di Milano sono installate, gestite e utilizzate da aziende private. Solo una su 25 corrisponde a un Hot-Spot pubblico (per lo più alberghi). Cosa significa? "Che la comunità di affari milanese, pur in leggero ritardo sul boom del Wi-FI in Europa, è passata direttamente alla fase due, adottando reti veloci da 20 Mbps, in molti casi per esigenze di Mobile Office o per il controllo della logisitica. Ma non ha ancora la consapevolezza dei rischi: oltre il 70 per cento degli access point individuati dalla nostra ricerca a Milano sono infatti configurati con i valori di default previsti dal produttore. Significa che chiunque si posizioni con un computer portatile nelle vicinanze può collegarsi in modalità anonima, e navigare a sbafo. Oppure, una volta entrato via wireless nella rete aziendale può catturare informazioni riservate, introdurre virus o sferrare altri attacchi".
Una falla nell'accesso senza fili alla rete aziendale può di fatto vanificare gli investimenti in sicurezza già compiuti sulla rete fissa.
"Costosi firewall, sistemi di intrusion detection e antivirus usati dalle aziende per proteggere le loro reti possono essere resi inefficaci da una wireless lan mal configurata" osserva Matt Buckley, communication manager in Europa di Rsa Security. "Criptare il traffico di rete anche sul Wi-Fi e utilizzare sistemi forti di autentificazione per gli utenti dovrebbere essere un must per le aziende di tutte le dimensioni. L'implementazione di un Vpn sulla rete wireless può essere un modo semplice di farlo". A Londra è una soluzione già adottata da circa il 20 per cento delle reti Wi-Fi aziendali con punti di accesso non criptati. A Francoforte il Vpn è utilizzato dall'11 per cento delle reti Wi-Fi, a Parigi dal 5 per cento, contro solo il 2 per cento di Milano. Nel caso delle reti wireless private, un altro sistema semplice e sicuro di controllare gli accessi è di autenticarli non solo sulla base degli utenti, ma anche dei computer portatili o pda abilitati a entrare nella rete. "Un'azienda quando configura una rete sa quanti e quali macchine dovranno utilizzarla, quindi può limitare gli accessi solo ai dispositivi identificati tramite il Mac-adress, cioè il codice della scheda wireless incorporata" osserva Vulpiani. E' come se il cancello automatico di un garage lasciasse entrare solo le auto di cui riconosce la targa: quelle dei dipendenti e clienti autorizzati.