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Rencontres Europeennes et Méditerraneennes des Start up
"Creare una rete internazionale delle start-up nate nelle tecnopoli". A lanciare l'iniziativa con i primi "Rencontres Europeennes et Méditerraneennes des Start up," l'11 giugno, è il stato il Club Start-up di Sophia Antipolis, promosso da Pierre Lafitte, il padre del più grande parco tecnologico d'Europa, sulle colline alle spalle di Antibes, nel Sud della Francia. Sophia Antipolis è in crescita costante: secondo l'ultimo rapporto economico, presentato a fine maggio, tra l'inizio del 2003 e il 2004 sono stati creati nel parco 724 nuovi posti di lavoro e sono arrivate 15 nuove imprese. Le società installate sono oggi 1.276 e, insieme ai centri di ricerca e formazione, danno lavoro a 26.635 persone. Le tecnologie dell'informazione sono il settore di punta, con il 23 per cento delle imprese e il 43 per cento dei posti di lavoro.
Per favorire la nascita di nuove
imprese e assecondare la crescita dei progetti di giovani laureati e ricercatori,
Sophia Antipolis ha adottato già una serie di dispositivi. Come l'Incubatore
Paca Est, creato nel 2000 dall'Università di Nizza, la Regione Alpi Marittime,
il Consiglio Generale e l'Inria (l'Istituto di Informatica e di Robotica). O
come il Bic (Business Innovation Center) di Cicom Organization, per le start-up
a forte crescita del settore tecnologico. Ogni anno poi si tiene nel parco il
Summit del Venture Capital, appuntamento chiave per la ricerca dei finanziamenti.
E per il prossimo 6 e 7 luglio Lafitte ha organizzato, con l'appoggio del Senato,
il "Tremplin Entreprise 2004", un concorso nazionale che selezionerà
60 start-up, in tre settori (Tecnologie dell'Informazione, Scienze delle vita,
Ingegneria), offrendo un finanziamento di 15 mila euro al miglior progetto di
ogni categoria. La competizione è d'obbligo tra le start-up, ma è possibile
anche la collaborazione? Perchè creare una rete europea e mediterranea? "Abbiamo
bisogno di creare sinergie, per comprendere meglio i mercati dei diversi paesi,
favorire
gli
scambi e le patnership e affrontare insieme la ricerca di investitori. Ma anche
per scambiare le nostre esperienze e poter rifflettere sui percorsi" spiega
Dominique Pouliquen, 39 anni, vicepresidente del Club Start- up e Ceo di Realviz,
la società che ha creato sei anni fa a Sophia Antipolis insieme a Luc Robert,
37 anni, ricercatore all'Inria, con un post-dottorato preso alla Carnegie Mellon
university. Realviz, che oggi conta uffici a Parigi, Londra e San Francisco,
si è affermata nel mondo dell'immagine digitale 2D e 3D con i suoi prodotti
software come Stitcher4.0, per creare immagini panoramiche e ambienti virtuali,
MachMover per gli effetti speciali e Image Modeler per il Cad. Tra i clienti
conta anche grandi protagonisti dell'intrattenimento, come Electronics Arts
nei videogiochi, Warner Bros Animation e Sony Imageworks, nel cinema. "Abbiamo
attraversato periodi di grande fasto e anche periodi difficili, quando molte
start-up sono state spazzate via dal riflusso post-bolla speculativa, ma siamo
ancora qui e in grado di crescere" assicura Pouliquen, che tuttavia tra
il 2002 e il 2003 ha dovuto tagliare una ventina di impieghi. "Oggi, pur
avendo la base a Sophia Antipolis, realizziamo il 90 per cento del nostro fatturato
all'estero, di cui la metà negli Usa". Passare dalla dimensione locale
a quella globale è una necessità che si impone presto alle start-up a più forte
crescita. "Perciò crediamo molto nei contatti con le altre tecnopoli europee"
afferma Annie Ovigny, coordinatrice del Club Start-up di Sophia Antipolis, che
oggi conta una trentina di giovani società. "Clip Card, uno dei nostri
aderenti, per esempio, ha potuto sviluppare il suo progetto di carta a chip
per le contravvenzioni, che si pagano semplicemente inserendo la carta in un
Pos, con le città di Newcastle e di Torino, oltre che con Cannes, grazie alla
rete internazionale che stiamo creando". L'incontro dell'11 giugno è stato
l'occasione per gettare un ponte verso l'Italia anche con la collaborazione
avviata con la Città della Scienza di Napoli. Mario Raffa, professore di ingegneria
gestionale all'università Federico II di Napoli e presidente di Campania Start-up,
ha presentato a Sophia Antipolis i progetti partenopei: "Abbiamo un incubatore
con 32 giovani imprese, avviato dal 2003, e abbiamo organizzato decine di incontri
tematici per la presentazione di progetti agli investitori, ai quali hanno partecipato
finora 1.500 persone". Una trentina dei progetti presentati sono ora seguiti
dall'Iban, l'associazione dei Business Angels italiani. All'incontro di Sophia
Antipolis erano presenti anche start-up spagnole, tunisine, tedesche e inglesi.
I modelli di successo, anche recenti, nel parco francese non mancano. Ma i progetti
dedicati al multimedia e a Internet, che sono ancora i più numerosi, rischiano
un calo di interesse, mentre a tirare sono nuovi settori, come il wireless.
Le nuove stelle, tra le start-up affermate nell'ultimo anno sulla scena di Sophia
Antipolis sono in questo campo. Come Open Plug, nata nel 2002, che propone Elips,
una versione di Linux per pda e telefoni portatili e un sistema Push-to-Talk
per la comunicazione tipo walkie-talkie sui cellulari. O come Castify Networks,
nata come spin-off dell'Istituto Eurecom di Sophia Antipolis, che ha creato
una piattaforma per l'invio dei "rich-media" sulle reti Gprs e Umts,
oggi distribuita a livello mondiale insieme a Hewlett-Packard. http://www.arenotech.org.