Quaero

Un francese su due è connesso a Internet. La larga banda è già in nove milioni di case e oltre quattro milioni di cittadini hanno creato un blog personale. Non c'è da stupirsi che il presidente Jacques Chirac, nei suoi auguri di inizio d'anno, abbia definito "la rivoluzione digitale" come "la più profonda rivoluzione industriale". Ma sorprendendo la platea degli ospiti all'Eliseo si è spinto oltre, sostenendo che occorre "rispondere alla sfida dei giganti americani Google e Yahoo". Per combattere l'egemonia tecnologica e culturale d'oltre Atlantico, il presidente ha citato anche la sua arma digitale: "Quaero", nome latino per dire "cerco". E in tre parole ha definito il nuovo oggetto del desiderio: "un motore di ricerca europeo veramente multimediale".
Pilotato dalla nuova Agenzia per l'Innovazione Industriale, creata l'estate scorsa, Quaero è per ora un progetto franco-tedesco, che sarà svelato nei dettagli a fine di gennaio, alla conferenza di presentazione del consorzio industriale. Da parte francese, è capofila Thomson, con la partecipazione di France Telecom e con il supporto della ricerca pubblica del Cnrs e dell'Inria (Instituto nazionale di informatica e robotica). Da parte tedesca è invece il gruppo Bertelsmann a pliotare il team di ricerca, con Deutsche Telekom, l'università di Karlsruhe e il centro di ricerca Rwth-Aachen. Altre competenze specifiche nel multimedia e audio-video saranno portate da grandi archivi come l'lna francese e i German Studio di Amburgo, oltre che da una serie di start-up e software house (le più note Vecsys ed Exalead) esperte di decodifica e compressione del suono e dell'immagine o di riconoscimento delle forme e del linguaggio. Quaero in sostanza dovrà trovare non solo testi e immagini, come fanno gli attuali motori di ricerca, ma ogni sorta di file audio e video, in tutti i formati, senza bisogno di un supporto descrittivo di testo. Insomma, dovrà essere un vero motore di ricerca di "contenuti", per tutte le piattaforme, non solo sul Web, anche nella tv digitale e nella telefonia mobile.
Una scommessa che secondo Le Monde rappresenterà la "battaglia di Internet del 2006". Liberation ha definito il progetto Quaero, non senza una punta di ironia, l' "Airbus di Internet". Per ora il finanziamento pubblico, che sarà di circa 150 mllioni di euro da parte francese, attraverso l'Agence de l'Innovation Industrielle, non permette paragoni così elevati. Ma è certo che in parallelo alla nascita di Quaero sono orchestrate una serie di iniziative, come quella della Biblioteca digitale europea, che contribuiscono alla grande sfida di rilancio della cultura francofona su Internet e su tutti i nuovi media. Il tema che sta a cuore al presidente Chirac.
La gestazione è cominciata dalla primavera scorsa, dopo il rifiuto di Jean-Noel Jeanneney, presidente della Biblioteca Nazionale di Francia, di partecipare a Google Print. Appoggiato da una buona parte degli editori francesi, fu lui a lanciare il primo allarme sulla pretesa degli americani di creare la nuova Babele digitale. In aprile, a un vertice franco-tedesco a Reims, il presidente Chirac ha posto la necessità di un forte impegno europeo nella competizione tecnologica mondiale e ha parlato per la prima volta di "un motore di ricerca multimediale europeo". E in ottobre, quasi in segno di sfida, a citarlo è stato il sottosegretario all'Industria, François Loos, nella conferenza-incontro con gli editori di software, presente anche Bill Gates. Il progetto è stato promosso dal gruppo Thomson, un colosso con oltre 30 mila dipendenti in 30 paesi, che nei suoi labs conta 320 ricercatori. Thomson sta proponendo soluzioni e servizi sui mercati a forte crescita della televisione digitale terrestre, della tv su Ip e tv mobile. Da fine agosto, la concezione del motore di ricerca multimediale ha cominciato a prendere forma, di pari passo con l'arrivo dell'Agence de l'Innovation Industrielle, creata dall'esecutivo francese per offrire un sostegno ai "programmi di innovazione industriale mobilitanti", capaci di rappresentare una sfida mondiale. Quaero è uno primi quattro grandi progetti esaminati, ormai in fase di approvazione. "L'obiettivo non è limitato al solo motore di ricerca, ma comprende anche i sistemi di distribuzione di contenuti digitali protetti nei due business principali, il B2B e il B2C" ha spiegato a Corriere Economia Robert Havas, presidente del Direttorio dell'Agence de l'Innovation Industrielle. "Bertelsmann e i centri di ricerca tedeschi si occuperanno delle applicazioni per le imprese, mentre i francesi, Thomson e France Telecom con il concorso dei laboratori pubblici coordinati dal Cnrs, punteranno sui servizi di ricerca on line per il consumer, nel settore mobile come nella televisione digitale". Jean-Luc Gauvain, esperto di trattamento del linguaggio al laboratorio Limsi del Cnrs e Patrick Bouthémy, esperto di video-recognition e indicizzazione multimediale dell'Inria, entrambi a Rennes, in Bretagna (dove ha sede il Polo di competitività Images-Multimedia), saranno la punta di lancia della ricerca francese per combattere l'offensiva del gigante Google, che nel 2006 si estenderà nel settore del video on demand. Il problema è quanto ci vorrà perchè l'atteso bebè Quaero veda la luce? "Attendiamo dei risultati concreti entro due anni" risponde Havas "anche se il finanziamento del progetto sarà esteso probabilmente su cinque anni". Certo, non sono tempi da Silicon Valley.


Chiara Sottocorona