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La nuova piattaforma Java 2
Sun mette la tigre nel motore: "Tiger" è il nome in codice della nuova piattaforma Java 2 Standard Edition 1.5, che da un mese è stata rilasciata in beta (versione quasi definitiva) alla vasta comunità di sviluppatori, oltre 3 milioni nel mondo. La nuova versione del più popolare linguaggio per il networking, utilizzato già su un miliardo e mezzo di dispotivi fissi o wireless, sarà protagonista della prossima Java Conference mondiale a fine giugno a San Francisco. E prima della Java Conference italiana, che si terrà l'8 giugno al Centro Congressi Milano Fiori, con il titolo "Open Source, Open Systems, Open Mind". Java, nata nel 1995, in realtà non è mai stata un software "open source", ma nemmeno proprietario. Rappresenta una terza via, che Sun Microsystems definisce come "Community source". La società californiana che ha introdotto questo linguaggio si è aperta a uno sviluppo condiviso in comunità e all'adozione di standard approvati dalla stessa comunità di sviluppatori (di cui fanno parte anche grandi firme dell'informatica), ma nello stesso tempo vuole mantenere le linee guida. "La nuova piattaforma standard edition di Java 2 raccoglie, integra, e codifica in modo organico le decine e decine di innovazioni apportate dalla comunità" spiega Emmanuela Giannetta, software product manager di Sun Italia.
Ma il fronte dell'open source e la comunità dei programmatori sono ancora in ebollizione dopo l'inaspettato accordo raggiunto da Sun con il "nemico" Microsoft il 2 aprile, quando Steve Ballmer ha risarcito e chiuso le controversie legali relative all'uso improprio di Java, versando a Sun circa un miliardo e mezzo di dollari. Microsoft ha accettato ora di facilitare l'interoperatività dei suoi software con lo standard aperto Java. Un tema caldo, di cui hanno discusso la scorsa settimana per tre giorni in Francia, a Cannes, centiniaia di sviluppatori indipendenti, arrivati da tutta l'Europa, per la Jaoo Conference, dedicata a Java e ai linguaggi a oggetti. "Molti si chiedono con preoccupazione quali saranno le conseguenze sul futuro di Java di questo accordo" spiega Kresten Krab Thorup di Eos, software house danese specializzata in Java, la società organizzatrice della conferenza. "Personalmente penso che sarà positivo, soprattutto per la gestione delle applicazioni sui server e lo sviluppo dei servizi". Secondo Anniek Fron, che coordina un gruppo di programmatori Java nel parco tecnologico di Sophia Antipolis e insegna all'università di Nizza Distributed Java systems la nuova posizione presa da Sun "farà esacerbare il conflitto con la comunità del software aperto". Per Patrick Linskey, americano, direttore tecnologico di SolarMetric, che ha introdotto un software basato sul Java Data Object per l'accesso ai data-base da strumenti wireless, "Il linguaggio Java è talemente pervasivo nel mondo open source, che difficilmente la situazione cambierà. E Tiger rende più facile il lavoro dei programmatori".
Di
fatto, però, Java rappresenta il "core business" di Sun, oggi più
che mai, per tutta la strategia di sviluppo del software e dei server. "Siamo
impegnati a convertite il maggior numero possibile di utenti della rete all'uso
di Java: i download della Virtual Machine dal sito java.com hanno superato i
43 milioni. E stiamo investendo sulla nuova piattaforma Java 2, che avrà un
grande futuro" ha annunciato sul sito dedicato agli sviluppatori Jonathan
Schwartz, 38 anni, matematico ed economista, dai primi di aprile nuovo presidente
e Coo di Sun Microsystems, dopo essere stato il responsabile mondiale del gruppo
software e lo stratega dei Java Systems. E ha precisato: "La cooperazione
con .Net di Microsoft significa semplicemente rispondere alle esigenze degli
utilizzatori: stiamo guardando all'interoperabilità che permetta la diffusione
di applicazioni orientate ai servizi". Nel mirino, insomma, il ricco mercato
dei WebService, ma anche la futura comunicazione tra smart-objects, gli oggetti
intelligenti.
Java infatti sta diventando il linguaggio dell'ubiquità, si espande dappertutto: è utilizzato su 600 milioni di personal computer, su 250 milioni di telefoni cellulari, su 650 milioni di smart-card e Sim card, su oltre 100 milioni di altri apparecchi tecnologici, come pda, stampanti, macchine fotografiche digitali, strumenti di navigazione satellitare, strumenti medicali, ecc. Da poche settimane Sun ha aperto a Dallas, in Texas, anche un centro di test per le soluzioni applicative delle etichette inteliligenti Rfid, a radiofrequenza, e a breve ne aprirà un altro in Scozia. "E' la nuova frontiera, sulla quale stiamo lanciando progetti anche in Italia e sarà uno dei temi della Java Conference" precisa Emmanuela Giannetta. "Le applicazioni sono nella logistica, come nella produzione e distribuzione di prodotti. E Java è la tecnologia giusta per tutta la catena: per raccogliere le informazioni sui sensori, trasmetterle ai server, gestirle ed elaborarle per mettere in atto il business". Un esempio? Con le etichette Rfid sui prodotti in vendita, anche gli scaffali dei supermercati potranno diventare "intelligenti," chiedendo automaticamente al magazzino le scorte per la merce in esaurimento, o segnalando al computer centrale quali prodotti alimentari stanno per scadere. http://www.arenotech.org.