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La diffusione della larga banda, l’uso di webcam e videoconferenze, di software multimediali e di tecnologie partecipative ha permesso un salto di qualità nei programmi di istruzione a distanza. L’e.learning è in crescita, sia nel mondo dell’educazione, sia nella formazione continua degli adulti e in quella aziendale. Oltre un terzo dei lavoratori italiani ha accesso a una formazione, secondo una stima dell’Isfol-Ministero del Lavoro. Anche se le opportunità sono molto diverse tra dipendenti pubblici e privati: i primi accedono per il 53 per cento a corsi di formazione, i secondi partecipano solo per il 26 per cento. Il divario è ancora forte anche tra le grandi imprese, che offrono soprattutto a quadri e dirigenti opportunità formative, tramite piattaforme di e.learning, e le Pmi che invece fanno ancora poco ricorso alla formazione.
Nella Pubblica Amministrazione l’e.learning per la formazione dei dipendenti ha rappresentato nel 2005-2006 una spesa di circa 10 milioni di euro. Il progetto “Scuola Virtuale della P.A.” avvviato da due anni dal Cnipa, il centro nazionale per l’informatica pubblica, è stato finanziato per 4,5 milioni di euro dal Ministro per l’Innovazione e le tecnologie. Diverse altre iniziative sono decentrate: un terzo delle Regioni, il 24 per cento delle province e il 18 per cento dei comuni hanno erogato formazione in e.learning secondo l’Osservatorio Anee, l’associazione dell’editoria elettronica. E le camere di commercio italiane hanno creato anche un’università telematica, l’Universitas Mercatorum, che offre due corsi di laurea su una piattaforma di e.learning: Gestione d’Impresa e Management delle risorse umane.
“L’e.learning è uno strumento molto importante per la formazione del personale” afferma Fiorella Farinelli, direttore generale Studi e programmazione del Ministero dell’Istruzione. “Abbiamo appena avviato un programma di formazione a distanza, che sarà in parte integrato con la formazione in presenza, per le segreterie amministrative delle scuole. Lo utilizziamo anche per la formazione degli 850 mila insegnanti. Attualmente ci sono 300 mila iscritti ai corsi. L’Agenzia nazionale di sostegno all’autonomia scolastica ha creato una piattaforma nazionale, EduScuola, che usa l’e.learning per l’aggiornamento e anche per la preparazione ai concorsi. E alcuni istituti che attivano corsi per lavoratori studenti offrono la possibilità di accedere in e.learning anche alla preparazione del diploma: per esempio per i geometri a Parma”. Altre scuole offrono corsi a distanza agli allievi adulti per l’Eucip, il patentino europeo di competenza nelle tecnologie informatiche.
“La formazione permanente ha da affrontare una sfida in più: nell’epoca della comunicazione e di Internet gli stessi paradigmi della conoscenza mutano e si trasformano continuamente” ha detto Luciano Modica, sottosegretario all’ Università e Ricerca il 21 giugno a un convegno a Roma sul “Long life learning”. Per sostenere la formazione continua dei lavoratori il Ministero del Lavoro, utilizzando anche il Fondo Sociale Europeo, ha destinato 207,5 milioni di euro, per il bienno 2006-2007 (Dd.40 del 7 maggio 2007). Ma solo una piccola parte di queste risorse, meno del 5 per cento, serve a finanziare corsi on line, secondo la Società Italiana di e.learning, che oggi tiene il suo congresso annuale a Roma.
“L’e.learning in Italia rappresenta un mercato che vale complessivamente circa 500 milioni di euro, in costante crescita , ma a macchie di leopardo. Ci sono 5 osservatori sulla formazione a distanza, ma non sempre i loro dati concordano, proprio per la frammentazione e varietà dell’offerta” osserva Valerio Eletti, direttore del Laboratorio e.learning dell’università La Sapienza a Roma e professore di Progettazione multimediale per la formazione a distanza. “Sotto l’etichetta e.learning si raccolgono di fatto esperienze molte diverse che vanno dalla teledidattica, ai learning object, cioè unità didattiche per l’autoapprendimento basate su simulazioni e giochi di ruolo, alla didattica collaborativa in rete nelle aule virtuali. C’è un’approccio fondamentalmente diverso nell’e.learning in azienda e in quello del mondo dell’istruzione. Nelle grandi aziende l’uso dell’e.learning è ormai acquisito, diffuso, e anche piuttosto standardizzato nella metodologia. Nelle università invece c’è un grande fermento di sperimentazione e oggi si stanno usando nella didattica on line gli strumenti del Web 2.0, come blog, wiki, aule virtuali e forum, che aumentano la comunicazione tra docenti e allievi.”
I grandi atenei, dal Politecnico di Milano a Tor Vergata di Roma, hanno portato online negli ultimi anni interi corsi di laurea, soprattutto nelle discipline scientifiche ed economiche. E un decreto del ministero dell’Istruzione dell’aprile 2003 aveva introdotto i corsi a distanza per le università private riconoscendo la possibilità di rilasciare titoli accademici anche alle Università Telematiche. Ne sono nate 11 in tre anni. Ma in seguito a numerose polemiche sulla qualità della formazione, il fenomeno ora é in via di ridimensionamento.
“La grande industria ha già organizzato al suo interno un’ offerta formativa in e.learning per l’aggiornamento dei dipendenti. Fiat è stata tra le prime, ma anche Enel con la società di formazione a distanza Sfera, e Telecom con la Tils,Telecom Italia Learning system” precisa Eletti. “Per il mondo delle imprese, ma anche per la formazione nella P.A., si è sviluppata poi un’offerta varia di corsi in e.learning nei diversi settori, da parte di società specializzate”. Sono almeno una decina, da Engineering Group per i progettisti, a Elea per il gestionale e la comunicazione, da GiuntiLabs per le tecnologie e media, a DidaGroup per le lingue e l’informatica. Chiara Sottocorona