E-card sanitaria europea

La decisione è stata adottata il 1 giugno dalla Commissione Europea: una smart-card sanitaria (l'European Health Insurance Card), da introdurre tra la fine del 2004 e il dicembre 2005 in 12 paesi dell'Unione Europea, e poi progressivamente negli altri, che permetterà nei prossimi anni a qualunque cittadino europeo in viaggio o in soggiorno presso un altro paese dell'Unione di beneficiare dell'assistenza medica e ospedaliera, senza più dover ricorrere a pratiche burocratiche e a modelli cartacei, come l'E111. Il presidente uscente della Commissione, Romano Prodi, l'aveva promesso già dal meeting dell'European Council sulla mobilità, a Barcellona nel 2002. Ma l'obiettivo rischia di essere molto più ambizioso di quanto può  sembrare. Per rendere operativa la e.card infatti occorre tutta un'infrastruttura nazionale informatizzata e connessa in rete, protetta da solidi sistemi di sicurezza. Per il momento sono davvero pochi i paesi pronti per l'appuntamento, con l'eccezione di  Francia e Germania, che   hanno investito fortemente nel progetto di carta elettronica, come perno della modernizzazione del sistema sanitario nazionale. Philippe Douste-Blazy, ministro francese de la Santé, alle prese con la riforma sanitaria e con un deficit della Securité Sociale di oltre 14 miliardi di euro, ha presentato in televisione la nuova e.card personalizzata e dotata di foto (che sostituirà l'attuale Carte Vitale dal prossimo anno) come lo strumento per ridurre i costi, migliorare la qualità delle prestazioni e assicurare un migliore coordinamento tra i professionisti della sanità e i pazienti. "La carta è lo strumento visibile, ma è soprattuto il simbolo di tutta la tecnologia che c'è dietro, attraverso i diversi elementi, come la rete, l'identificazione certa dei pazienti e la gestione sicura dei dossier on line" precisa Philippe Cirre, capo dei sistemi informativi alla Direzione dei servizi ospedalieri e dell'organizzazione delle cure. "La messa in opera del nuovo sistema, che prevede un dossier sanitario personale on line per ogni cittadino maggiore di 16 anni, richiede un investimento di circa 300 milioni di euro all'anno. Ma permetterà un maggior controllo della spesa sanitaria, che si tradurrà in un' economia di 3 miliardi e mezzo di euro entro il 2007".

I piani per la sanità on line in Francia, Germania, Belgio, Inghilterra, Italia e Finlandia sono stati presentati il 17 giugno al "Forum for Healtcare" organizzato a Parigi da Oracle, il gigante del software che fornisce l'80 per cento dei data-base al mercato sanitario mondiale e che propone una piattaforma tecnologica, l'Oracle Healtcare Transaction Base, nella quale sono integrati 145 diversi software applicativi su Internet, per la gestione, la trasmissione, e l'archiviazione dei file dei pazienti. 

"Il passaggio a un sistema completamente digitale è una rivoluzione culturale nella sanità" per Gottfried Dietzel, consigliere del ministro tedesco della Salute e della Sicurezza Sociale e responsabile del progetto Bit4Health, che stabilisce le linee guida per l'infrastruttura di e.Health nella Germania Federale. " E' certo che la sicurezza e la confidenzialità devono essere assicurati a tutti i livelli". Il cuore del progetto è la HealthCard, che sarà distribuita a tutti i cittadini tedeschi dal 1 gennaio 2006. Per sostenere il  programma è stato creato un consorzio industriale, del quale fanno parte Ibm, Siemens, Sap, Accenture, e Orga Card, oltre a Oracle. La carta avrà la foto della persona, conterrà i dati personali e amminisrativi dell'assistenza sociale, e nella prima fase sarà utilizzata per la ePrescription: i pazienti daranno la carta in Farmacia e le prescrizioni saranno trasmesse a un server centrale, per essere trattate a livello ammistrativo e memorizzate nell'Electronic Patient Record.   "Al momento per questo progetto la spesa maggiore è per creare i i data-base di tutti i  pazienti: abbiamo un budget di  900 milioni di euro, ma la questione passerà poi alla cassa malattia. Una maggiore efficienza nell'organizzazione sanitaria, grazie all'informatizzazione, significa però risparmiare in futuro 35 miliardi di euro" spiega Dietzel.  In Italia invece non c'è ancora un progetto nazionale, ma solo sperimentazioni regionali (come TeleMed nel Veneto). Un grande progetto di informatizzazione sanitaria è il Sis Lombardia: prevede di dare una smart-card, la Carta Regionale dei Servizi, a tutti i cittadini della Lombardia e di collegare tutti gli operatori sanitari sul territorio in una rete Intranet regionale.  Lanciato già da 5 anni come progetto, ha dato luogo finora a una sperimentazione a Lecco. Una volta esteso a tutta la regione, dovrebbe servire anche come modello nazionale. Ma i tempi rischiano di essere lunghi. http://www.arenotech.org.


Chiara Sottocorona