Don
Tapscott Don Tapscott, guru canadese del management, professore all'università di Toronto, commentatore delll'Harvard Business Review e del Wall Street Journal, autore di numerosi best-seller dedicati alle tecnologie e al business, da Paradigm Shift del 1992, aThe Digital Economy (1996 ), da Creating Value in the Networked Economy del 1999, fino ai recenti Digital Capital (2002) e The Naked Corporation (2003), ha invitato i top-manager riuniti all'IT Forum di Parigi a diventare più innovativi. Come? Lo spiega in quest'intervista.
D. Sta scrivendo un nuovo libro?
R. Ora sto conducendo con la mia società, la Digital 4Sight, un grande progetto di ricerca sulla tecnologia dell'informazione e il vantaggio competitivo. E' commissionata da grandi società dell'IT, tra cui Ibm, Cisco, e HP, da grandi banche e società commerciali, industrie automobilistiche, della grande distribuzione. Partecipano una ventina di imprese e ciascuna ha investito 150 mila dollari. La ricerca si concluderà nel maggio 2005. Lo scopo è di sviluppare un modo di concepire il business che rappresenti un vero passo avanti per il vantaggio competitivo nel XXI secolo.
D. Secondo la sua visione quale sarà il prossimo paradigma per il business sul Web?
R. Essenzialmente le corporation devono affrontare un grande cambiamento nella loro struttura interna. Eravamo abituati a un tipo di integrazione verticale, che esiste da oltre cent'anni. Il passaggio a una azienda "focalizzata", che agisce in relazione con i partner, è molto più recente ed è accellerato dall'ascesa di Internet. Storicamente sono i sistemi di trasporto e quelli di comunicazione che hanno ridisegnato le transazioni. Così le aziende nel tempo si sono focalizzate su ciò che sapevano fare meglio. Questa tendenza sta esplodendo. Al punto che, per esempio, la Bmw X3, un modello di auto venduta dalla Bmw, non è fatta dalla Bmw. L'assemblatore è un'altra società, la Magna. Allo stesso modo, le aziende di computer non fanno più computer. Progettano computer, vendono computer, ma non li fabbricano. Anche il grande successo di Apple, l'i.Pod, non è fabbricato da Apple, ma da partners della società.
D. Il fenomeno non è nuovo, cosa sta cambiando?
R. Che ogni industria si focalizza su ciò che sa fare meglio, che è più strategico, il resto lo fanno i partners. E' l'impresa estesa, nel business Web. Possibile grazie al network.
D. Lei sostiene quindi che la tecnologia IT trasforma la struttura stessa e il modo di operare delle aziende?
R. Esattamente. Internet ha reso possibile la collaborazione in tempo reale, le transazioni, le contrattazioni attraverso un' infrastruttura comune. E anche i modelli di business cambiano ora che Internet sta diventando Hypernet.
D. Cosa significa?
Che l'infrastruttura tecnologica diventa pervasiva, più veloce perchè in larga banda, mobile e ubiqua. In sintesi : l'integrazione e la standardizzazione in un'unica rete permettono la connessione di qualunque strumento digitale, la condivisione di servizi e l'utilizzazione di risorse virtuali.
D. Che cosa rappresenta la fase finale, quella che chiama "Virtualization"?
R. Faccio un esempio. Oggi le imprese possiedono ciò di cui hanno bisogno. Se necessitano di capacità di calcolo, comprano computer.
In futuro potrà capitare di non avere bisogno di possedere un computer per 365 giorni l'anno, ma di avere magari bisogno di 300 computer per un giorno. Si potrà chiedere questa risorsa e ottenerla attraverso la rete. L'Ibm sta già cambiando i suoi modellii, vendendo il tempo e le capacità di computing "on demand". Questo sistema pero' potrà essere adottato da diverse altre industrie.
D. All'IT Forum di Parigi si è parlato di ingresso nell'Era dell'On demand? Lei come vede il fenomeno?