"Semplificazione, integrazione, flessibilità e sicurezza".

Sono state le parole chiave dell'IT Forum di Parigi, l'appuntamento organizzato a fine settembre da Idc per un pubblico di top-manager dell'industria globale. Due giorni di dibattito con grandi protagonisti dell'informatica,  Ibm, Hp, Microsoft, Cisco, Siemens, Sap, ma anche con consulenti e guru, come Nicholas Carr, Don Tapscott, il futurologo Paul Saffo e il Nobel per l'Economia Joseph Stiglitz, impegnati a rispondere su "Quali investimenti in IT per migliorare l'efficienza e condurre l'innovazione?".  Qest'anno il clima  è stato di un confronto non del tutto facile tra l'offerta tecnologica e la domanda. "Prima di tutto perchè le prevvisioni sono che nei prossimi quattro anni i tassi di crescita dell'Information Technology saranno appena della metà rispetto al decennio '90-2000"osserva Roberto Masiero, presidente di Idc Emea. "E' un fenomeno fisiologico, ma anche effetto della recessione degli ultimi anni". Per l'IT insomma è "la fine dell'inizio", secondo la battuta che circolava nel Forum: dopo i primi 25 anni di continua evoluzione, la fase galoppante è finita, si prepara una nuova stagione, quella matura. "I clienti non vogliono più facili promesse, non credono più ai miti, e dato che ormai la tecnologia è diventata una commodity disponibile a tutti, gli investimenti diventano molto più selettivi e mirati a risultati concreti" precisa Masiero. "Ma focalizzarsi solo sul taglio dei costi, come tendono a fare molte aziende  in paesi come la Francia, la Germania e l'Italia è il rischio maggiore: porta a un'insostenibile perdita di competitività sui mercati globali. E' vero che le tecnologie sono standard, a disposizione di tutti, ma sono come i mattoni e il modo in cui vengono combinati per costruire architetture diverse è quello che permette di ottenere un vantaggio dall'innovazione".

La fase "matura" necessita comunque di costruzioni solide. La prossima sfida si gioca sui nuovi scenari proposti dall'industria Hi-Tech. "Abbiamo bisogno di una sola infrastruttura di rete, non di cinque o sei: la stessa infrastruttura per gestire tutto, nel wireless come nel wireline" sostiene James Richardson, vice presidente e capo del marketing di Cisco. "E per semplificare occorre mettere più intelligenza nella rete". Il discorso vale anche per la sicurezza, punto critico oggi di Internet, dato che l'introduzione di "agenti intelligenti" dovrebbe sviluppare le autodifese del network (identificando le minacce in tempi ridottissimi per poterle sventare). Ibm punta sull'On demand computing, che permette alle aziende di accedere alle risorse di cui necessitano in rete. E Norah Denzel, vicepresidente di Hp ha proposto una visione basata su una maggiore agilità e capacità di risposta immediata, con il modello dell'"Adaptive Entreprise". Si tratta, sostiene, di sincronizzare gli obiettivi di business con le risorse tecnologiche. http://www.arenotech.org


Chiara Sottocorona