Nfcpagac
Sono delle dimensioni di un francobollo. Chip così
sottili da poter essere incorporati a un qualsiasi oggetto, anche a un
un poster pubblicitario. Hanno una memoria e un’antenna radio piatta,
come un filo che fa da cornice. Si chiamano Tag e trasmettono o ricevono
a una frequenza denominata Nfc (Near Field Communication), che funziona
solo a brevissimo raggio, perciò può essere codificata e
resa sicura. Rappresentano la chiave di volta per far dialogare qualsiasi
oggetto « taggato » con il vostro cellulare. Per
questo promettono una nuova rivoluzione, già in atto nei paesi
asiatici, ora in fase di decollo in Europa. Oltre 1 miliardo di Tag Nfc
sono già in uso nel mondo e le previsioni di Abi Research indicano
che entro il 2011 un terzo dei telefoni cellulari sarà dotato di
comunicazione Nfc, vale a dire 450 milioni di apparecchi. “La tecnologia
Nfc offre due opportunità. Primo, accedere alle informazioni contenute
nei Tag, che rendono gli oggetti comunicanti. Secondo, abilitare le transazioni,
cioè i pagamenti in un click tramite il telefonino” spiega
Gerhard Romen, finlandese, capo del marketing di Nokia per gli Nfc, che
a fine aprile ha diretto a Montecarlo la giuria della prima competizione
europea dedicata alle applicazioni Nfc: 50 progetti arrivati da 13 paesi,
presentati al Wima, il salone delle tecnologie wireless. Per esempio,
il prototipo “Hotel Nova”, selezionato come migliore progetto
City Life, ideato da Thomas De Lazzari, ricercatore del master Mbds a
Sophia Antipolis: “Si usa il cellulare per pagare la stanza d’albergo,
passandolo davanti a una postazione Nfc, senza fare la fila alla reception
- dice De Lazzari- Quindi si ottiene un codice, caricato sul telefono
stesso, che fà da chiave per aprire la porta”.
La Gsm Association, insieme a Nokia, ha lanciato in febbraio l’iniziativa
“Pay by Mobile” con 14 grandi operatori di telefonia mobile
(tra cui Vodafone, Wind, Orange, Sfr), e con l’adesione di altri
produttori di cellulari, come Samsung e Lg Electronics. A rendere possibili
i pagamenti tramite il telefonino è la convergenza di due tecnologie:
le Sim Card, su cui vengono inserite le Integrated Circuit Card (i dati
della carta di credito dell’utilizzatore) e le tecnologie Nfc, che
permettono la connessione wireless sicura a breve raggio. “Tra le
soluzioni già adottate c’è il caso di Hanau, una cittadina
a 60 km da Francoforte, dove oggi si paga il biglietto dell’autobus
o del treno con il cellulare, passandolo semplicemente davanti alla colonnina
di vidimazione. Il consorzio urbano dei transporti ha dotato 138 mezzi
di questo sistema di pagamento” precisa Romen. “Il settore
in cui si diffonde di più l’uso degli Nfc in Europa è
prima di tutto quello del ticketing sui trasporti. Oltre a Francoforte,
é in via di adozione a Londra e Parigi”. Ma si paga solo
con i telefoni Nokia o anche con gli altri? “Anche con quelli di
altre marche, perchè Nfc è un ambiente in via di standardizzazione
e le applicazioni di ticketing sono in Java” risponde Romen.
La Francia ha iniziato anche a sperimentare le soluzioni Nfc per lo shopping.
A fare da battistrada, la città di Caen in Normandia: al primo
test, nella primavera 2006, hanno partecipato 200 clienti del gruppo finanziario
Cofinoga, abbonati al mobile con Orange. Il test si è svolto nelle
Galeries Lafayette e nei grandi magazzini Monoprix, oltre che in 30 negozi
del centro di Caen. Sono stati usati telefoni Samsung D500E con chip Nfc
e Orange SimCard, abilitate da Cofinoga ai pagamenti nei negozi con i
Pos dotati di Nfc. “La partecipazione dei consumatori è stata
molto attiva e le transazioni sono aumentate, con una spesa media fino
a 1500 euro nei sei mesi del test” dice Philippe Cessac, della società
di marketing Laser (gruppo Galleries Lafayette). “Touch and pay”,
tocca e paga, è il nome di un altro progetto pilota realizzato
a Strasburgo, che dall’inizio dell’anno ha permesso a 200
abitanti di fare acquisti nel centro storico con il telefonino. In realtà
non c’è neanche bisogno di “toccare”, basta sfiorare
con il cellulare il termimale Pos dotato di tecnologia Nfc. Una sperimentazione
realizzata con il concorso di banche, come il Credit Mutuel e Master Card,
e di partner del Nfc Forum, come Emv e Pay pass (che hanno sviluppato
il software), più Gemalto che ha garantito la tecnologia per la
sicurezza delle transazioni. Ma fino a che punto ci si può sentire
sicuri a pagare con il cellulare? Risponde Romen: “Gli Nfc sono
basati su 3 azioni: read, write and emulate. Quando si effettua un pagamento
con il telefono mobile, si emula il funzionamento della carta di credito
presso un lettore di cassa. Cosi’ se si tocca la cassa con il cellulare
si è connessi e si compie la transazione per l’importo richiesto,
che appare sullo schermo. Se si allontana il cellulare, ci si disconnette
e si interrompe l’operazione”. Che sviluppo avranno queste
applicazioni? “Negli Usa ci sono già 40 mila punti di accesso
commerciali e nei trasporti dotati di Nfc. E in Asia esiste un’infrastruttura
ancora più diffusa. L’ Europa è ancora all’inizio,
ma può diventare molto forte nel campo degli Nfc, perchè
il 62 per cento dei membri del Nfc Forum, l’organismo nato per stabilire
gli standard operativi, sono imprese europee. Il valore globale del mercato
è stimato a 35 miliardi di euro nel 2011”. Chiara Sottocorona
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