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“Voglio progettare un computer che sia fiero di me” aveva detto all’inizio della sua prima grande avventura: la macchina intelligente a calcolo parallelo, nota come Thinking Machines. Era il 1985. E Danny Hillis, allora ventinovenne, ne era cofondatore e responsabile scientifico. Aveva avuto un maestro d’eccezione, Marvin Minsky, quando era ricercatore all’Artificial Intelligence Lab del Mit. E da lui aveva acquisito anche la propensione ad essere visionario. Come testimoniano i suoi libri di successo da Engines of Creation, a The simple Ideas that Make Computers Works. Già vicepresidente della ricerca e sviluppo della Walt Disney e fondatore della società di ricerca Applied Minds, oggi Danny Hillis, 51 anni, crede in un nuovo sogno ed è convinto di tradurlo in realtà: “Creare un data-base mondiale della conoscenza organizzando tutte le informazioni che esistono sul Web”.
Un mega progetto messo in atto dalla società che ha creato nel 2005 a San Francisco: Metaweb Technologies, finanziata in venture-capital per 15 milioni di dollari da Benchmark, Millenium Technologies Venture e dalla Omidyar Network di Pierre Omidyar, il fondatore di e.Bay. L’idea del “Knowledge Web” o web della conoscenza, Hillis l’aveva concepita già nel 2000, in un documento chiamato “Aristotle”. Ma per lanciarsi era alla ricerca di altre menti esperte, come co-fondatori. Li ha trovati: Robert Cook e John Giannandrea. Cook, abile programmatore uscito da Computer Science di Yale ( a 15 anni aveva già scritto il software di un data-base) è anche lui esperto di calcolo parallelo, oltre che di computer grafica e games, e ha già lavorato con Hillis a Thinking Machines. Giannandrea invece é stato il chief technologist di Netscape/Aol e poi di Tellme Networks.
Ai primi di marzo Metaweb ha annunciato la versione beta di Freebase, il data-base universale “open-share”, partecipativo e condivisibile per tutti gli internauti. Robert Cook, vicepresidente della società, lo presenta il 26 marzo a San Diego all’ Emerging Technology Conference. Come madrina, Esther Dyson, nota esponente della cybercultura, direttrice di Cnet Networks e membro onorario dell’Electronic Frontier Foundation. “Freebase cerca di mettere insieme le migliori idee del Web 2.0 e del Web Semantico” ha osservato Dyson. Come avviene per l’enciclopedia Wikipedia, gli internauti sono invitati a partecipare, aggiungendo informazioni sui soggetti di cui sono esperti. “Per cominciare abbiamo 2 milioni di soggetti su Freebase” spiega Cook. “Un soggetto è una persona, un luogo, un’idea, un fatto o un prodotto che interessa a un gran numero di persone. Nelle ultime settimane abbiamo avuto moltissimi up-load da parte di comunità che hanno inserito nuovi dati, Per esempio sul genoma o su migliaia di specie biologiche”. Il progetto ha avuto l’adesione dell’Enciclopedia Britannica, di Wikipedia e del più noto data-base musicale MusicBrainz, che ha fornito le schede di 4 milioni di canzoni. Altri hanno fornito data-base specifici, come Chefmoz per i dati su 100 mila ristoranti.
Corriere Economia ha potuto provare in anteprima Freebase. La ricerca si fa per parole chiave, come su Google. Ma le risposte appaiono già strutturate. Per esempio, se si cerca un personaggio, appare subito la foto a sinistra, e a destra il nome, la data di nascita, il luogo in cui vive, le opere che ha realizzato, i fatti salienti della sua vita e le sue preferenze. Ognuna di queste informazioni é linkata ad altre schede e categorie e consente di approfondire navigando per hypertesti. L’uso é semplice ed intuitivo. Tutte le informazioni sono gratuite e aperte ad altri programmatori (Creative Commons Licence). « Freebase é un data base aperto e unificato. E’ questa la differenza rispetto a Google Base. Per ogni soggetto c’é una singola scheda, a ogni domanda una risposta strutturata. Il software stabilisce lo schema, ma i contenuti possono essere sempre aggiunti e aggiornati » precisa Cook. In futuro il business di Metaweb sarà di offrire altri servizi sulla sua piattaforma e creare raccolte più esclusive, accessibili a pagamento. Ma con la stessa interfaccia che Freebase avrà reso popolare. Chiara Sottocorona