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Ritrovatici
a Venezia, mobilizzati attorno agli obiettivi del colloquio “Arte,
insegnamento e multimedia”, ci rivolgiamo a tutti gli insegnanti e a tutti
coloro che come noi sono vicini al mondo dell’educazione e della formazione
perché, da oggi, creino nuovi percorsi per una mutazione pedagogica radicale
in risposta alle sfide odierne legate alla
trasmissione del sapere. E’ IL MOMENTO DI AGIRE Così risulta
necessario cercare con urgenza tutte
le possibili risposte per uno sviluppo dell’educazione a distanza, e perché
ciò si realizzi è indispensabile una collaborazione tra le istituzioni
museali, culturali ed educative. Riconosciuta l’urgenza di assicurare una concreta
fruibilità dei terminali web, si può constatare nella realtà la mancanza
di una concreta volontà di rendere accessibili ai cittadini dell’Europa
basi e banche dati detenuti dall’insieme delle istituzioni pubbliche.
E’ urgente sviluppare dei reali programmi di servizi in rete in grado
di integrarsi proficuamente al cuore della programmazione
didattica. Rivolgiamo un invito agli industriali europei perché si uniscano alle
università e a tutti i luoghi dove si elaborano e si diffondono le conoscenze.
Tale collaborazione andrebbe nell’interesse di ambo le parti, ma a trarne
benefici sarebbe anche la credibilità delle nostre società per le quali
informare ed informarsi sono divenute delle funzioni vitali. E’ urgente
sostenere in ogni modo una vera industria dei contenuti nel campo multimediale.
La tecnologia per la tecnologia non sarà in grado di rispondere alle nostre
aspettative. Gli ultimi traguardi tecnologici devono al contrario essere
posti a servizio del sapere e contribuire a rilanciare gli ideali che
hanno portato la nascita dell’atto pedagogico e ne hanno favorito la sua
diffusione in Europa. Proponiamo che non appena sia possibile possano
riunirsi in tutti gli istituti legati all’istruzione gruppi non formali
e allargati di insegnanti preparati ad ogni tipo di rottura con la tradizione
e pronti a nuove tipologie di esperienze didattiche. Ci auguriamo che in qualsiasi luogo le prese
di parola siano democratiche e- particolarmente negli spazi di riunione
delle rappresentazioni nazionali- si creino dei circoli aperti dove ognuno
potrà informarsi e rivendicare, nel proprio campo di competenze, un diritto
reale e inalienabile ad un rinnovamento nell’ambito della diffusione delle
conoscenze. ATTO DELLA FONDAZIONE Educazione e Nuove tecnologie: i cambiamenti nella trasmissione del sapere L’incontro che si è tenuto il 24 aprile scorso al Museo Correr di Venezia è stata la prima manifestazione mondiale del nostro seminario universitario. Per l’avvenire è prevista la programmazione di altre giornate internazionali a Milano, Francoforte e Madrid, finalizzate a creare una reale sinergia tra tutti i protagonisti del progetto. Se è stata scelta Venezia come luogo di una prima manifestazione lo si deve evidentemente ai suoi numerosi progetti nell’ambito delle nuove tecnologie. Si è voluto inoltre promuovere l’utilizzo delle videoconferenze per permettere particolarmente agli specialisti dei settori culturali e dei musei d’intervenire nelle università e nelle istituzioni legate all’insegnamento, per realizzare questo progetto sono state scelte le soluzioni più semplici e meno costose. La giornata ha così preso il via con l’intervento di Hellène Wajsbord, Ispettore Generale dell’educazione Nazionale in Francia, autore di un’importante studio sull’utilizzo della televisione nell’ambito dell’insegnamento. Una delle responsabili del Castello di Versailles ha potuto poi discutere con gli organizzatori e mostrare le radiografie di un quadro del Veronese attualmente in restauro; ad essere presentate sono state immagini di alta qualità ottenute con l’utilizzo di tecniche avanzate di cui al più presto anche l’educazione dovrebbe poter beneficiare. Alla conferenza hanno preso parte anche Jean Pierre Mohen, direttore del LRMF e Ulrich Lang, responsabile dell’Università Virtuale di Berlino, inaugurata lo stesso giorno in Germania. Alla fine dell’incontro, davanti alle statue del Casanova nella Sala da ballo, è stato letto un testo, che è stato definito sia dai partecipanti che lo hanno stilato, sia da coloro che hanno dovuto fare il resoconto della conferenza alla stampa come “l’Appello di Venezia”. |