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SEMINAIRE ARENOTECH Telestreet
: modelli
di comunità e piattaforme |
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Dal suo inizio (nel 2002) appariva fondamentale per Telestreet un forte legame con il territorio e con la dimensione locale dell’informazione, un elemento quasi strutturale della modalità comunicativa delle televisioni di strada dovuto al suo ridotto raggio di trasmissione.
L’origine del fenomeno Telestreet si deve cercare nell’esigenza sempre più evidente per alcune parti della società italiana di creare dei nuovi spazi di discussione, in un panorama mediatico che è di totale monopolio delle infrastrutture e che si riflette in un marcato appiattimento dei contenuti.
Il modello che la televisione ha per definire il dibattito politico è da un lato la definizione dei temi da trattare (attraverso l’agenda-setting) e dall’altro la modalità con cui saranno trattati.
Per questo motivo si può prendere la categoria della sfera pubblica come “cartina di tornasole“ per verificare i rapporti che ci sono tra i media, la comunicazione e la democrazia.
L’ibrido Telestreet
Le caratteristiche del Network Telestreet sono che è diffuso a livello nazionale e ciò comporta che non c’è più un concetto come l’audience e che sulla informazione non ci sono più controlli sulla sua fruizione ed infine che i materiali possono essere modificati e si può trasformare la funzione che ha il video per la creazione di campi di discussione.
La comunicazione nel Network si produce attraverso canali diversi, innanzitutto il sito web dove le televisioni si presentano e da dove si può accedere agli altri canali di comunicazione.
Il sito web si trova al centro di un ecosistema di relazioni personali e di canali mediatici collegati fra loro con dei flussi comunicativi che si incrociano e si sovrappongono loro stessi dando la forma alla comunicazione, che segue i diversi linguaggi che impongono i diversi canali.
I flussi comunicativi esterni e locali creano un forte legame fra la telestreet e il territorio: trasmissioni via etere, volantini, manifesti, telefono, ma soprattutto le relazioni personali che si attivano attorno alla telestreet.
La forte territorializzazione del media rende possibile l’inclusione del cittadino nel meccanismo di produzione dei contenuti e attraverso ciò della sfera pubblica, la telestreet va a definire una dimensione sociale dell’informazione.
Il percorso di costruzione del contenuto del messaggio avviene da questo complesso ecosistema di media diversi e il messaggio viene contaminato dai flussi comunicativi che si svolgono affianco e che concorrono in modo più o meno attivo alla definizione dei contenuti.
Per questi motivi appare evidente che il video delle telestreet è un prodotto audiovisivo diverso da quello classico e che non è l’unico elemento informativo che sviluppa.
Ci si trova davanti ad un nuovo medium con una propria ecologia e una infrastruttura tecnica che propone un tipo di integrazione fra i linguaggi, anche diverso da Internet dove l’incontro delle diverse forme espressive (audio – video – testo) produce una risultante “sui generis”.
L’integrazione avviene a un livello diverso: sono dei media diversi e diversi flussi comunicativi che si integrano e che concorrono a una ridefinizione semantica del messaggio.
Non più diversi linguaggi nello stesso medium, ma diversi media con i propri linguaggi che interagiscono tra di loro all’interno di un media più complesso.
La telestreet come modello di partecipazione dal basso
“Quando un sistema ha successo nel creare una sfera pubblica di discussione, allora possiamo assumere con sicurezza che ha influenzato in modo significativo la partecipazione di una comunità”
Jürgen Habermas 1989
Se si considera la partecipazione politica come la traduzione dei diritti politici astrattamente riconosciuti nella prassi, cioè in comportamenti concreti di selezione e influenza, la telestreet offre grandi possibilità ai cittadini creando uno spazio condiviso e aperto alla discussione che concorre alla creazione di una sfera pubblica.
Questa arena di discussione si crea attraverso la partecipazione al dibattito stimolato dalla telestreet, una struttura aperta all’informazione caratterizzata dalla contiguità spaziale, dai flussi comunicativi e dalle possibilità di feedback proprie delle nuove tecnologie.
In un media così organizzato il destinatario ha sempre la possibilità di partecipare al meccanismo di costruzione dell’informazione, mentre nei media tradizionali è controllato da dei “gatekeeper”.
L’effetto di “agenda-setting” perde la sua centralità nella definizione dei temi da trattare perché qualunque partecipante può proporre un argomento di discussione.
Il modello di partecipazione che si configura in un ambiente così è una partecipazione basata sul dialogo, il dibattito e il confronto tra le diverse realtà che sono presenti sul territorio.
La telestreet è un agente comunicativo che incrocia due livelli diversi della comunicazione:
- una comunicazione locale che si basa sul piccolo raggio di trasmissione via etere;
- una dimensione globale che si basa sul network e sulla diffusione del materiale via Internet che permette una fruizione virtualmente mondiale.
In base alla teoria delle reti sociali, telestreet è quindi un vettore che collega reti sociali primarie di un territorio con reti sociali primarie di altri territori dando un maggiore afflusso di informazione alla comunità e introducendo le tematiche trattate in un quadro più esteso di valutazione.
Per queste ragioni la telestreet si propone come un medium che rende possibile lo scambio delle informazione e implica un uso sociale capace di stimolare la discussione pubblica in una forma razionale e comunitaria.
Il modello presentato, che in un contesto istituzionale sarebbe definito un caso di e-democrazia realizzato, mette in evidenza la necessità di un accesso pubblico alle infrastrutture, per questo motivo Telestreet rivendica il 10% dei canali trasmissivi ad uso pubblico sia sul versante della produzione che della fruizione. Ciro d’Aniello